Un giorno questo dolore ti sarà utile – Peter Cameron

Uofh (sospiro di stupore a metà strada con uno sbuffo, espirato lungamente)… che bel libro questo. Era partito bene già dalla trama, le storie di giovani così detti “disadattati” (macché, macché… sono solo giovani, i disadattati veri sono quelli dai 40 anni in su) mi affascinano sempre, sarà che tanto “adattato” non lo sono neanche io, e poi lì, quella nota trovata un po’ ovunque su come il libro sembri richiamare il buon vecchio Salinger e il suo “Il giovane Holden” non può che incuriosire. Poi ora te lo ritrovi in tutte le librerie, quindi il passo è breve.

 

Così ti immergi nella lettura e neanche dopo 10 pagine sei già nel mondo di James Sveck, questo diciottenne con genitori divorziati (classico), sorella con cui è in perenne lotta (classico) impegnata con un uomo più vecchio di lei e già sposato (classico moderno), abitante nella New York post-11 settembre e come unica àncora di salvezza la nonna (classico…).

Sembra tutto già visto, ed effettivamente il libro non inventa poi tanto di nuovo, la trama è sempre quella e ruota principalmente sulle difficoltà (molto-)post-adolescenziali. Un profondo richiamo a “Il giovane Holden”, sì, ma ci ho visto anche un pizzico di “Into the Wild” nella voglia del protagonista di ritornare ad una vita più basilare e senza tante preoccupazioni, un distacco da quella che dovrebbe essere una vita conforme (studio-lavoro-morte) a favore di quello che uno vuole veramente fare, senza tante implicazioni dovute alla società.

Ti immergi così nella lettura, dicevo, e ne esci solo qualche ora dopo, quando chiudi definitivamente il libro. È solo uno spaccato, Cameron ci racconta un mese di vita del protagonista (con diversi richiami al suo passato), ma sembra davvero di aver vissuto con lui tutti i suoi 18 anni, e anche quelli che seguiranno. Sarà anche una storia non troppo originale, ma cavolo se è bello questo libro. Ed è anche scritto bene. (Almeno, la traduzione in italiano è degna, forse però sarebbe stato meglio assaporarlo in lingua inglese). Non c’è traccia di situazioni melense, l’autore non cerca di far compatire il ragazzo e le sue azioni, non vuole dire “sì ok, questo ragazzo è un po’ disadattato, ma alla fine guardate quanto è bella la vita che vorrebbe fare, amatelo così com’è”. No, l’autore ci esprime i fatti (li fa esprimere direttamente dal protagonista veramente), noi ne traiamo le conclusioni.

Mi è piaciuto. Se avete letto con piacere “Il giovane Holden”, “Into the Wild” (togliete l’avventura nel senso stretto, lasciate principalmente gli ideali), in generale i racconti legati ai giovani in età 16-20 anni, aggiungete pure questo libro alla vostra libreria, non penso ve ne pentirete. Ho dato 4 stelline e non il massimo perché… non lo so neanche io il perché, forse mi sarei aspettato un po’ di più per gridare al libro imperdibile. Forse anche una cinquantina di pagine in più, giusto per non dover abbandonare così in fretta James e il “suo” mondo, un mondo che Cameron in questo libro ci presenta… ma non lascia che a noi decidere come sarà per il resto della sua vita.

(Ma Cameron, guai a te se solo osi pensare ora ad un seguito, oramai è andata così… non roviniamo tutto, te ne prego).

Infine una piccola nota sulla copertina della nuova edizione italiana. Mi riferisco a quella con il dandy impegnato a saltare dalla rampa di scale su uno sfondo tratto da qualche scenario minimal-fantascientifico. Dicevo, ma chi cavolo le sceglie ‘ste copertine? Ma voi ce lo vedete James, dopo tutto questo racconto, ad andarsene in giro conciato così a saltare le scale? Ma è un abominio, dio mio. Ah, a quanto pare è tratta dal film? (L’ho imparato solo dopo tutte le mie riflessioni, pardon). Un motivo in più per non vederlo, odio profondo a prima vista. Scusate questo sfogo, ma certe copertine mi fanno veramente saltare i nervi. (Il film invece eviterò a priori di vederlo, il trailer mi è bastato per capire che trasposizione se n’è fatta).

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