Alta fedeltà – Nick Hornby

Ma questo libro quando va letto? No, perché se lo leggi a vent’anni poi ti viene da pensare “E se la mia vita si ridurrà così? Possibile che non si possa far niente per essere davvero felici?”; a trenta diventa un “Mi sto riducendo così? Perché non ho nessuno intorno? E questa storia d’amore che mi sto trascinando dietro da tanti anni è vera o solo un rimasuglio dopo tante delusioni?”; a quaranta “Beh, oramai il grosso è passato: anche se ho sbagliato tutto oramai non posso farci più niente”; sopra i cinquanta non ne parliamo, un disastro completo.

Ok, riordiniamo tutto, altrimenti non si capisce niente.

Questo “Alta fedeltà” è il ritratto sempre più comune del 35enne medio, senza tante aspirazioni, con una passione – in questo caso musicale – trascinata stancamente negli anni e senza oramai più tanto appeal, e con infine la classica storia come tante con una ragazza come tante, frutto di relazioni passate e relative delusioni. Un piattume totale insomma. A sconvolgere la vita di Rob, il protagonista, è la decisione della ragazza di troncare il loro rapporto per andare con un altro, una decisione che lo fa cadere completamente dalle nuvole, costringendo Rob a ripensare e a ripercorrere tutto quello che è stato della sua vita fino a quel momento e a cercare di rimediare il più possibile ai suoi errori, fino a ridare slancio alla sua vita.

Detto così sembra il classico libro impostato e/o romanzato, invece lo stile di Hornby è leggero e spensierato, non lesina sulle battute e le situazioni divertenti, mettendo comunque ben in risalto le tante difficoltà del protagonista nel gestire una situazione che sembra al di là di ogni sua previsione.

(il fatto è che lui la ama, ma non glielo ha mai detto, dannato lui)

Dicevo, il problema, mio Dio, è che Hornby ci prende in tutto e per tutto, e se avete vissuto una vicenda simile vi ci ritroverete dentro fino al collo, tanto nella situazione iniziale quanto nei tentativi di rimediare. Possibile che noi uomini siamo così prevedibili? (E anche stupidi, via.) Possibile. In ogni caso, non è che questo sia un manuale e, ATTENZIONE SPOILER, l’happy end sembra messo lì per il bene del romanzo più che per effettiva soluzione della storia, però questo libro merita e dice cose sensate, non è uno dei tanti romanzi campati in aria. O almeno, io mi ci sono ritrovato in pieno.

Quando va letto? A vent’anni. O anche prima. Facciamo nella culla (magari qualche parte potrebbe essere un po’ spinta, ma oramai le generazioni odierne crescono con la TV dai 5 anni in su). E se vi è sfuggito, leggetelo ora, qualsiasi età abbiate. Leggetelo, soprattutto se siete uomini, prima ancora di imbarcarvi nella vostra prima storia seria. Sia mai che dietro questa facciata anche un po’ umoristica di Hornby ci sia qualcosa da imparare per il futuro. (O così, o sulla vostra pelle, scegliete voi).

“Quando Laura sente le prime battute della canzone fa una piroetta, mi lancia un sorriso e alza diverse volte il pollice per dire evviva, e io comincio a compilare nella mia testa un nastro per lei, in cui ci saranno un mucchio di canzoni che conosce già e che sarà contenta di sentire. Stasera, per la prima volta, mi sembra di capire cosa devo metterci.”

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