Elegie Duinesi – Rainer Maria Rilke

E l’abbraccio, per voi [amanti], è una promessa
quasi d’eternità. Eppure, dopo lo sgomento
dei primi sguardi, e lo struggersi alla finestra
e la prima passeggiata fianco a fianco, una volta per il giardino,
amanti, siete amanti ancora? quando vi sollevate
per porvi alla bocca l’un l’altro -: bevanda a bevanda:
o come stranamente bevendo sfuggite a quel bere.
[II elegia]

(Rilke è talmente immenso che segue un filo tutto suo.)

Ma se i morti infinitamente dovessero mai destare un simbolo in noi,
vedi che forse indicherebbero i penduli amenti
dei nocciòli spogli, oppure
la pioggia che cade su terra scura a primavera.

E noi che pensiamo la felicità
come un’ascesa, ne avremmo l’emozione
quasi sconcertante
di quando cosa ch’è felice, cade.
[X elegia]

(E comunque esistono talmente tante traduzioni, che al solito l’unica versione che meriterebbe di esser letta è l’originale.)

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