L’avversario – Emmanuel Carrère

Sono un po’ scosso. Ho letto questo libro tutto d’un fiato in circa 3 ore, nonostante un senso di nausea a partire da metà libro che non vi sto a raccontare. Il fatto che sia tutto vero il contenuto di questo Carrère è qualcosa che lascia completamente straniti, nauseati, con tantissimi dubbi che io neppure so bene cosa stare a raccontarvi in questa recensione, né tanto meno se consigliarvi o meno il libro in sé, c’è un continuo scavare nell’animo umano, in una mente così lucida e così folle, c’è talmente tanto che…

Facciamo così, magari cerco di essere comprensibile per una buona volta e vi dico cosa c’è in questo libro. “L’avversario” racconta la vicenda reale di questo tizio, Jean-Claude Romand, che dopo aver vissuto per vent’anni fingendosi laureato in medicina e ricercatore all’OMS si trova oramai impossibilitato a continuare una vita completamente basata sulla bugia, arrivando così ad uccidere tutta la sua famiglia (la moglie, i due figli e suoi due genitori) e a cercare di suicidarsi, senza però riuscirvi. Da qui parte il processo che pian piano mette a nudo tutte le sue menzogne, tutta una vita costruita sul nulla più assoluto, sulle sue giornate passate a vagare nei boschi anziché lavorare, al suo continuo cercare una persona a cui confidare tutto (un amico dei tempi universitari? un’amante?) e al tempo stesso un continuo ritirarsi in nuove bugie, fino alla strage inaspettata, alla sua condanna e per concludere una conversione religiosa che sembra solamente qualcosa di ancora più folle.

Ve l’ho già detto che è tutto vero? Forse sì. È che forse sono ancora un po’ sconvolto. Magari la prossima volta evito di leggere tutto in un colpo un libro del genere. Carrère ti trascina in questo libro, non ti permette di staccarti dalle tue pagine, non è semplice giornalismo, lo scrittore francese ci mette del suo, così come ci mette il suo rapporto personale con Jean-Claude (uno lungo scambio epistolare, un incontro in carcere, molte ricerche sui tanti luoghi della sua vita falsamente vissuta). È che a volte la realtà supera di gran lunga la fantasia e questo libro ti fa capire a che livello può arrivare la follia di una persona, e io non so bene se sia giusto davvero dare spazio a persone del genere. Ora vado che devo riprendermi.

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