Ultime letture #1

Ovvero quei libri che vi racconto solo in un paio di righe (se vi va bene).

Si parla di: “Timira” di Wu Ming 2 / Antar Mohamed, “Lettera al padre” di Kafka, “Più lontano ancora” di Jonathan Franzen, “Lampi” di Jean Echenoz e “Ristorantopoli” di Mauro Zucconi.

Timira – Wu Ming 2 / Antar Mohamed
Uscito un anno fa (e aggiunto subito in coda di lettura, ma la mia coda di lettura dura in media un anno), il nuovo libro di Wu Ming 2, al secolo Giovanni Cattabriga del collettivo bolognese Wu Ming, è la biografia romanzata di Isabella Marincola, nata in Somalia da padre italiano e cresciuta nel nostro Paese. Sorella del partigiano Giorgio Marincola e madre di Antar Mohamed (co-autore del libro), la storia di Isabella si snoda dagli anni ’20 fino al decennio appena passato, presentando la difficile vita di una “italiana dalla pelle scura” passata dalla sua terra al ventennio fascista e oltre, fra aspirazioni, matrimoni non sempre riusciti, ricongiungimenti familiari e ritorni in patria. La storia, raccontata da più punti di vista e con l’ausilio di archivi storici, lettere e diari, alterna i vari periodi, fino al ricongiungimento finale delle due strade, quella della bambina nata in Somalia ma cresciuta in Italia e quella dell’italiana profuga nel suo stesso paese. Ben scritto, sempre con molta attenzione al contesto storico e non parco di dettagli, ricco di sentimenti ma senza scadere nell’accondiscendenza verso una figura non certo facile, è un libro sicuramente consigliato. Sul sito del collettivo è scaricabile gratuitamente, come tutte le loro opere, in eBook: link.

Lettera al padre – Franz Kafka
Probabilmente una delle lettere più famose della letteratura europea, quella di Kafka è un lunghissimo ripercorrere la propria infanzia e crescita, il suo confronto con un padre a cui non è mai riuscito a parlare a voce perché fin troppo intimorito. Ricco di spunti, ma anche molto auto-biografico nelle vicende trattate (d’altra parte si trattava di una lettera privata, scritta non con l’intenzione di vederla pubblicata), è un libretto da leggere solamente dopo aver affrontato le vere opere di Kafka e solamente se si vuole meglio capire lo scrittore ceco, la cui vita è sicuramente alla base di tutti i suoi scritti.

Più lontano ancora – Jonathan Franzen
Uscito l’anno scorso per i tipi della Einaudi, “Più lontano ancora” è una raccolta di brevi testi, spesso auto-biografici, di Jonathan Franzen. All’interno troviamo alcuni racconti con protagonista lo stesso autore, recensioni di libri ritenuti imperdibili, discorsi tenuti in ricorrenze particolari o presentazioni, qualche articolo pubblicato su riviste e così via. Purtroppo il libro non mantiene sempre lo stesso livello e, se non fosse per il racconto che dà titolo all’opera (in cui molto si parla di David Foster Wallace, grande amico di Franzen) e un paio di discorsi dei suoi, il resto risulta un mero riempitivo. Lunghissima, ad esempio, una parte riguardante la passione dell’autore per il birdwatching e per l’ecologia: inutile dire che, se non siete altrettanto interessati, vi risulterà piuttosto noiosa. Libro quindi da prendere con le molle e solo se avete già apprezzato l’autore.

Lampi – Jean Echenoz
La storia molto romanzata di Tesla, talmente romanzata che il protagonista cambia anche il suo nome in Gregor e risulta finanche difficile capire se stiamo leggendo una biografia o se lo scrittore francese si è solamente ispirato a. Purtroppo, nonostante l’interesse per la figura geniale di Tesla, il romanzo si perde in se stesso: scritto male, con l’autore che vorrebbe fare il simpatico ma non ci riesce per niente, ho vivamente ringraziato il fatto che non superasse le 200 pagine (oltre ad avere un font dimensione 20pt, ideale se siete cecati). Adelphi, cosa mi combini? Comunque vedo che ad altri è piaciuto, quindi probabilmente sarà stata un’impressione mia. Vedete voi.

Ristorantopoli – Mauro Zucconi
No, non è una guida ai ristoranti. E’ un “manualetto” divertente e senza tante pretese, ma che pretende (questo sì) di insegnarci il comportamento nel momento in cui affrontiamo l’impervia giungla dei ristoranti. Zucconi si diverte per primo e il suo unico obiettivo è quello, far ridere il lettore. Una lettura spensierata per intervallare qualche libro più pesante. Sempre di Zucconi mi sento però di consigliarvi, se ancora non lo conoscete, il recente “In caso di spontaneità“, una bella raccolta di racconti (in gran parte divertenti, ma anche più ponderati).

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3 pensieri su “Ultime letture #1

    1. GNdeveloper Autore articolo

      L’altro giorno sono andato ad una presentazione dei Wu Ming, e si parlava di “Timira”, oltre che di “Point Lenana”, ma “Point Lenana” a me non ispirava tanto, quindi ero lì più per “Timira”. E non penso che siano stereotipati questi tipi di libri, non possono essere stereotipati, perché sono romanzi che non sono romanzi, sono libri che cercano di affrontare certe vicende (la colonizzazione della Somalia, in questo caso) da un punto di vista non solo storico, ma da quello dei protagonisti e anche degli autori. Da “Asce di guerra” in avanti i Wu Ming hanno intrapreso questa strada di ricerca personale, un calarsi nelle vicende per meglio raccontarle, ma non come giornalisti o esterni né da storici, ma direttamente prendendo parte ai loro libri*. Forse che tu lo abbia trovato stereotipato dipende dal fatto che il nostro comportamento (intendo nostro come italiani) è esso stesso stereotipato: nei “titoli di coda” di Timira vedrai che del libro solamente pochissime parti sono fittizie e inserite a scopi narrativi, la maggior parte sono reali, quindi siamo noi stessi a comportaci in questa maniera. Se alla base di un libro ci sono anni di ricerca, interviste, ricerca di fonti storiche, approfondimenti personali, … come può essere un lavoro stereotipato?

      * Si parlava l’altro giorno di differenza con il post-moderno, dove l’autore, presente nel libro, guarda anche un po’ cinicamente al suo racconto, mentre nei Wu Ming l’autore è esso stesso primo protagonista – ma non voglio dilungarmi.

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  1. Pingback: Ultime letture #5 | L'inverno del nostro scontento.

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