Winesburg, Ohio – Sherwood Anderson

La storia del dottor Reefy e del suo idillio con la ragazza alta che diventò sua moglie e gli lasciò i soldi è una storia molto curiosa. E’ una storia deliziosa, come le mele bitorzolute che crescono nei frutteti di Winesburg. In autunno si passeggia per i frutteti e la terra sotto i piedi è dura per il gelo. Le mele sono state già raccolte dagli alberi. Sono state messe in barili e spedite in città, dove saranno mangiate in appartamenti pieni di libri, riviste, mobili e gente. Sugli alberi rimangono soltanto poche mele rugose, che i raccoglitori hanno trascurato. Somigliano alle nocche delle mani del dottor Reefy. Vi si affonda i denti e sono deliziose. In un piccolo spazio rotondo sul fianco della mela s’è concentrata tutta la sua dolcezza. Allora si corre da un albero all’altro, sulla terra gelata, a cogliere le mele vizze e rugose e a riempirsene le tasche. Soltanto pochi conoscono la dolcezza delle mele vizze.

La ragazza e il dottor Reefy cominciarono il loro idillio in un pomeriggio d’estate. Lui aveva allora quarantacinque anni e aveva già preso l’abitudine di riempirsi le tasche di pezzi di carta che diventavano palline dure e venivano gettati via. Aveva preso quest’abitudine stando seduto sul calessino dietro il ronzino bianco, quando percorreva lentamente le strade di campagna. Sui pezzi di carta c’erano scritti pensieri, conclusioni o inizi di pensieri.

I pensieri, uno per uno, li aveva fatti la mente del dottor Reefy. Con molti di essi egli formava una verità che si ergeva gigantesca nella sua mente. La verità oscurava il mondo come nube. Diventava terribile, poi si dissolveva, e ricominciavano i piccoli pensieri. […]

Quando la ragazza alta e bruna conobbe il dottor Reefy, le parve di non volerlo lasciar più. Andò nel suo studio una mattina e sembrò che, senza che lei dicesse niente, lui capisse tutto quello che le era successo. […]

Per diverse settimane la ragazza alta e bruna e il dottore stettero insieme quasi tutti i giorni. La condizione che l’aveva portata da lui [era in stato interessante] cessò in seguito a un disturbo, ma la ragazza era come uno che ha scoperto la dolcezza delle mele vizze, non riusciva più a pensare ai frutti rotondi e perfetti che si mangiano nelle case di città. Nell’autunno seguente all’inizio del loro idillio sposò il dottor Reefy e in primavera morì. Durante l’inverno lui le leggeva tutti gli strani pensieri e abbozzi di pensieri che scribacchiava sui pezzettini di carta. Quando li aveva letti scoppiava a ridere e se li ficcava in tasca, dove sarebbero diventati palline rotonde e dure.

[Sherwood Anderson, “Winesburg, Ohio”, Einaudi 2011]

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