Refusi

Che poi, stavo leggendo questo libro qui, e ad un certo punto sono arrivato a questa parola qui, “rilievonella”, che mi son dovuto fermare e chiedermi che significato avesse, “rilievonella”, che è una parola che io mica avevo mai incontrato prima, che ho capito poi, rileggendo la frase, che era solo un refuso, che la parola giusta era “rilievo (spazio) nella”. Che quel refuso, poi, mi ha fatto ricordare quella cosa del Celati, che un anno fa era qui a Bologna a presentare la sua traduzione dell’Ulisse del Joyce, e Celati aveva detto questa cosa qui, che poi è anche nell’introduzione del libro:

“Negli anni universitari avevo comprato una copia dell’Ulisse a Londra, in un negozio di libri usati. Stanco per il lavoro che facevo […] ogni giorno riuscivo a leggere al massimo la metà d’una pagina, e spesso i dizionari consultati al British Museum non mi aiutavano per niente. […] Un altro caso è questo: una pagina del mio libro finiva con una M maiuscola fuori dalle linee, e la prendevo per una trovata modernista. Tornato in Italia il mio professore d’inglese mi spiegò che era un semplice refuso tipografico.”

Che io mi sono immaginato il volto di Celati quando il suo professore d’inglese gli ha spiegato, magari imbarazzato, che era un semplice refuso tipografico.

[Gianni Celati, Il disordine delle parole (introduzione a Ulisse, James Joyce), Einaudi]

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2 pensieri su “Refusi

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