Ultime letture #8

Si parla (doveva essere brevemente, ma mi sono un po’ dilungato) di: “Joshua allora e oggi” di Mordecai Richler, “E’ il tuo giorno, Billy Lynn!” di Ben Fountain, “Dalle nove alle nove” di Leo Perutz e “La sicurezza degli oggetti” di A.M. Homes.

Joshua allora e oggi – Mordecai Richler
Alzi la mano chi non ha mai letto “La versione di Barney“. Bravi, ora andate pure a vergognarvi in un angolino. Per tutti gli altri, “Joshua allora e oggi” è l’ultima pubblicazione italiana (il libro è datato 1980, ma da noi arriva con un po’ di ritardo) del canadese Mordecai Richler, autore che i più – se non tutti – conosceranno proprio grazie a “La versione di Barney“, libro stra-letto e da cui è stato tratto anche l’omonimo film con Dustin Hoffman (così così a mio parere, ma pare sia stato apprezzato). Bene, che “Joshua allora e oggi” sia stato scritto dallo stesso identico autore si capisce fin dalle prima pagine, prima di tutto per lo stile della narrazione, e poi per le vicende e i protagonisti. Il libro segue le avventure di Joshua Shapiro, giornalista e scrittore, ed in particolare lo strano incidente che l’ha condotto all’ospedale proprio all’indomani di uno scandalo a sfondo sessuale che lo vede coinvolto e, non bastasse, al ricovero per esaurimento e la successiva sparizione della moglie. Il libro, oltre 460 pagine fitte fitte ma che si leggono tutte d’un fiato, cerca così di raccontare tutti gli avvenimenti che hanno portato Joshua a questa situazione, un continuo rivangare nel passato che alla fin fine ci presenta l’intera vita del protagonista, dall’infanzia vissuta con un padre pugile e non proprio ligio alla legge ma fedele lettore del Libro Sacro e una madre dedita a spettacoli a luci rosse, al matrimonio con la bella e ricca Pauline, figlia di un senatore, ai tanti amici che dall’infanzia Joshua non ha smesso di frequentare nonostante numerosi viaggi in Europa. Se avete amato “La versione di Barney“, in “Joshua allora e oggi” troverete un altro personaggio tipicamente richleriano, scorretto e truffaldino in un mondo che lo è sicuramente più di lui, ma capace di riscattarsi e lasciare il segno in tutti i lettori.

Dalle nove alle nove – Leo Perutz
Libro scelto a caso per questo autore ceco/austriaco che non conoscevo, “Dalle nove alle nove“, suo primo e grande successo datato 1918, si rivela un libretto senza pretese a metà via fra l’assurdo e il surreale permeato da una profonda vena comica. Cosa porta infatti il misterioso Stanislaus Demba a girare per una irriconoscibile Vienna, saltando da una situazione all’altra, incrociando i più disparati (e incredibili) personaggi che la animano? E che cosa sta cercando in questo suo peregrinare e cosa c’entra, soprattutto, il fatto che tenga continuamente nascoste le sue mani? Leo Perutz ci fa conoscere questo misteriosissimo personaggio, svelandoci pian piano tutti i motivi di una vicenda all’apparenza assurda ma tutt’altro che irreale. Buono lo stile dello scrittore, disinvolto e sempre pronto a farti sorridere alle sue trovate, unico difetto del libro è una certa ripetitività iniziale, con scene che vengono continuamente riproposte aggiungendo poco al succo del romanzo. Questo di Perutz assomiglia così ad un racconto allungato con un po’ di situazioni secondarie giusto per raggiungere le 200 pagine. Non sconsigliato quindi, ma da prendere solo se vi sembra faccia al caso vostro.

E’ il tuo giorno, Billy Lynn! – Ben Fountain
Primo (e per ora unico) libro di Ben Fountain, “E’ il tuo giorno, Billy Lynn!” ce lo presenta la sempre attenta Minimum Fax, che ha pensato bene di tradurre lo scrittore americano e propinarcelo alla fine dell’anno scorso con i consueti giubili di acclamazione (“Il romanzo più bello che ho letto quest’anno”, “Divertente, implacabile e serenamente devastante”, “Un romanzo di guerra ispirato e graffiante” e così via). Ecco, chi mi conosce sa quanto apprezzo la letteratura americana contemporanea, ma questo Ben Fountain non è che mi abbia tanto soddisfatto. La trama, in breve: la squadra militare Bravo è reduce da una coraggiosa azione in Iraq immortalata casualmente da una truppa televisiva e, acclamata da tutta l’America post-11 settembre, viene richiamata in patria in occasione del Giorno del Ringraziamento. Qui i dieci soldati si godono la loro improvvisa notorietà, al culmine durante la popolarissima partita di footbal a cui vengono invitati, pur sapendo che dopo neanche 24 ore dovranno ritornare al fronte e riprendere per altri lunghi, estenuanti mesi la loro attività. Ben Fountain realizza un ritratto all’America degli ultimi anni, dalla spettacolarizzazione della guerra al suo essere collante di una società invasa dai media, dalla pubblicità e dalle vicende politiche, ma non perde d’occhio i rapporti umani, ed è qui che Billy Lynn, protagonista appena diciannovenne, si ritrova a dover far fronte ai problemi con un padre sempre più distante, le sorelle e la madre che lo rivorrebbero con loro, e l’improvviso colpo di fulmine con una cheerleader conosciuta durante la partita (…). Cosa non mi è piaciuto: 1) troppo, troppo americano (nel senso che è un libro scritto da un americano per lettori americani); 2) un linguaggio eccessivamente moderno (qui non so se è anche un po’ colpa della traduzione ma, ad esempio, se ogni volta che un soldato chiama l’altro gli si rivolge con un “hey zio” io dopo un po’ mi infastidisco, perché se è tradotto così per renderlo più calato nel nostro linguaggio è una schifezza, se invece è l’autore a farlo è una doppia schifezza); 3) una storia che poteva essere interessante viene tirata per le lunghe e va a cadere sempre sugli stessi punti per quasi 400 pagine; 4) personaggi che vorrebbero essere reali ma che alla fine sembrano tutti montati ad hoc e poco credibili, finendo per sembrare davvero personaggi da film hollywoodiano. Riassumendo: prendetelo solo se la trama vi ispira molto o se siete alla ricerca di un libro sull’America contemporanea.

La sicurezza degli oggetti – A.M. Homes
Una delle innumerevoli raccolte della signora A.M. Homes, scrittrice americana contemporanea, questo “La sicurezza degli oggetti” si è rivelato una bella sorpresa. Dieci racconti per rappresentarci una parte dell’America e in particolare degli americani: insicuri, folli, disadattati, o “affettivamente analfabeti” come riporta la quarta di copertina (splendida definizione), alla ricerca di qualcosa che non sanno neanche loro cosa sia. Troviamo così giovani genitori alle prese con l’abuso di droghe per trovare un nuovo passatempo, bambini che vengono rapiti da uomini alla ricerca di un figlio che li possa apprezzare, mariti che ignorano completamente la vita delle rispettive mogli, adolescenti alla scoperta del proprio corpo o di quello di una Barbie (!), e tanto altro: la Homes ci mette dentro di tutto, senza voler sempre essere credibile, ma riuscendo a rappresentarci un bello spaccato di personalità. Si sente forse un senso di ripetizione fra un racconto e l’altro (la Homes sembra avere un po’ il chiodo fisso sulle, chiamiamole così, “relazioni fisiche”), e vedo che la raccolta non è che sia stata apprezzata proprio da tutti i lettori, ma cosa ci devo fare, a me è piaciuto. Non sarà un Saunders o un DFW (per rimanere su americani contemporanei e postmoderni), ma apprezzabile quello sì.

Nelle scorse puntate si è parlato fra gli altri di: Louis-Ferdinand Céline, Dino Buzzati, Raymond Carver, Emmanuel Carrère, David Foster Wallace, Jean Stafford e Kafka. Ma anche di altri, sia ben chiaro.

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2 pensieri su “Ultime letture #8

  1. LeDueNellie

    Aaah, Mordecai Richler! Barney sta cominciando a mancarmi veramente tanto, come fosse un grande amico partito senza cellulare.. credo che mi dedicherò alla vita di Joshua Shapiro.

    Con Dalle Nove alle Nove mi hai particolarmente incuriosito invece! Non lo conoscevo.. tenterò di recuperarlo! :)

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    1. Gabriele Autore articolo

      Barney manca un po’ a tutti, Nellie :)
      Vai pure con Joshua Shapiro, anche se non ai livelli di Barney, vedrai che ci sarà da divertirsi anche con lui!

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