Impiegato

Che poi, chiamavo ieri da questo cliente, che dovevo parlare con uno dell’amministrazione, che questo tipo è un tipo tutto calmo, che parla adagio adagio, mogio mogio, che ti sembra sempre di fare un favore a telefonargli, che pare che un momento prima fosse lì a deprimersi, e poi invece arriva la tua chiamata ed è un po’ rinfrancato. Chiamavo quindi ieri da questo cliente, ma la segretaria mi dice che quel tipo tutto calmo oggi non c’è, per tutto il giorno, e allora risolvo mandandogli una mail, mi dico io. Ma quando dopo mezzora suona il telefono ed è lui, gli riferisco che pensavo che non ci fosse, che mi avevano detto che oggi non c’era, e lui, tutto mogio come suo solito, mi dice che invece era lì, che c’era insomma, che la segretaria forse non l’aveva visto arrivare, che forse non l’aveva visto arrivare nessuno, che magari era lì in ufficio e nessuno l’aveva visto, il mondo intero non l’aveva visto arrivare, mogio mogio. E allora ho pensato che quel tipo lì è un po’ il perfetto personaggio di uno di quei libri lì, quelli che piacciono a me, è un po’ il Akakij Akakievič di Gogol, quello del cappotto, o il Bartleby di Melville, quello del preferirei di no, o l’ometto trasparente di Nabokov o il Josef di Kafka, o uno di quei personaggini di Cechov, un tipo tutto calmo a cui succede di tutto, ma che è tanto poco considerato nella sua nullità che ama deprimersi nel suo cantuccio, e seguita a rispondere mogio mogio ad ogni mia chiamata.

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