Petr e la sua Mìlena

(Un racconto lampo)

Tempo di lettura: 3595 caratteri

Riavvolgendo il nastro di tutta quella storia, pensò il signor Petr, si sarebbe visto il pianoforte risalire silenziosamente le acque dell’Atlantico. I pesci, pensò il signor Petr, si sarebbero fatti silenziosamente da parte, lasciando che quello strumento musicale tanto pesante riaffiorasse fino alla superficie. Qui, pensò il signor Petr, si sarebbe per un breve tratto mantenuto sospeso nell’aria, il breve spazio tra la sponda della Victory e il mare sottostante. Poi, pensò il signor Petr, ci sarebbe stata una squadra di cinque o sei uomini a spingere il pianoforte giù dalla nave, alle loro spalle un uomo a comandarglielo, alle sue spalle una donna a cercare di fermarli tra le lacrime. Alle spalle della donna, pensò il signor Petr, ci sarebbe stato un viaggio che dalle coste europee li avrebbe dovuti portare nelle americhe, poi ci sarebbe stato l’imbarco di Petr e della sua Mìlena. Ancora prima, il lungo viaggio per mezza Europa, da Brno fino a Lisbona, su un carretto carico di tutto il necessario, pianoforte compreso. E poi ci sarebbe stato l’inizio di tutta quella storia, pensò il signor Petr.

Petr e la sua Mìlena erano fermi nel giardino, riparati dal sole battente dalle grandi fronde degli alberi circostanti. Il Circolo della Quercia Secolare era riunito alla base dell’albero, intento a discutere su come risolvere la situazione. I nove anziani parlottavano, e di tanto in tanto, sollevando le teste, lanciavano uno sguardo verso Petr e Mìlena, quindi tornavano a parlottare fra loro. Petr teneva la mano della sua Mìlena, mentre Mìlena si asciugava le lacrime che di tanto in tanto continuavano a scivolarle sulle grosse guance arrossate. Quando il vecchio Vladislav si avviò verso di loro, Petr si preparò al peggio, e difatti la mattina successiva lui e Mìlena erano già in viaggio, Petr con una condanna a morte, lei con un invito a raggiungere il punto più recondito della Terra di modo che nessuno la potesse mai reincontrare. Petr e Mìlena, pensò Petr, si erano trascinati il bianco pianoforte senza coda per mezza Europa, unico rimasuglio della vita precedente, e facendo forza alla sua Mìlena, costantemente scossa da tremiti e lacrime, Petr aveva guidato il carretto trainato da un ciuco solitario. Durante il viaggio avevano incontrato tanti personaggi che mai, nel loro villaggio sperduto, avrebbero mai pensato di incontrare: un fachiro indiano che si esibiva per strada, due compagni di avventure ricchi sfondati ma vestiti da nullatenenti, cavalieri su cammelli diretti alla guerra fra i ghiacci del Nord, un re di un regno lontano fuggito con il giullare, compagno di una vita. Una notte si erano fermati in una locanda ed erano stati derubati di tutti i vestiti, un’altra si erano accampati all’aperto ed erano stati risvegliati da un vecchio treno su gomma guidato da un anziano ubriacone. Petr aveva combattuto, armato solo con una pentola, contro un orso nero alto quasi quattro metri, Mìlena era riuscita a far fare indigestione ad entrambi con delle strane bacche trovate nei boschi, e sempre Petr aveva guadato un fiume trasportando il vecchio pianoforte sulle spalle. Infine erano arrivati al porto da cui la Victory li avrebbe portati altrove, Mìlena al di là dell’Atlantico, Petr ad una profondità mai vista prima.

Così, srotolando velocemente il nastro di tutta quella storia, pensò il signor Petr, si sarebbe visto il pianoforte sprofondare silenziosamente nelle acque dell’Atlantico, con il signor Petr legato al pianoforte stesso, destinato a diventare mangime per i pesci. Così pensò il signor Petr, mentre baciava infine la sua Mìlena.

***

Questo raccontino partecipa all’EDS della Donna Camèl: questa volta si voleva un testo lungo non più di 3600 caratteri, con qualche pesce, del bianco e che fosse non proprio allegro. Di seguito gli altri pescatori:

– Angela con “Bianco come il bagno nel mese dei lucci
– WonderDida con “Lamento di una giovane morta
– Lillina con “Il soffio della vita
– Gordon con “Caramelle
– Dario con “Austinu
– Melusina con “Una mano di bianco
– Hombre con “Chi s’è mai sognato di mangiare una rondine?
– Angela con “L’agosto del pesce volante e del pettirosso timido
– Pendolante con “La lista
– Melusina con “Mississippi
– La Donna Camèl con “L’occhio del branzino deve essere bianco
– Il Coniglio Mannaro con “Diffidenza
– Hombre con “L’incanutito e la salata immensità
– Singlemama con “EDS in piccolo
– Calikanto con “Minnie
– Il pendolo con “La favola del pesciolino bianco e del principe pescatore
– Michela con “Le diottrie del sig. Paolo
– WonderDida con “Improbabile fine e fantastica della solitudine del sabato
– MichelaRosa con “Il pesce contacaratteri
– Lillina con “Gioie e dolori
– Hombre con “Neve dai pioppi

…e spero di non essermene dimenticato qualcuno, ché questa volta si è in tanti sul peschereccio.

Qui invece trovate qualcosa a proposito dei cavalieri sui cammelli: Verso Nord, o anche della prima e unica guerra di Altpinar

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18 pensieri su “Petr e la sua Mìlena

  1. Pingback: La lista | Pendolante

  2. Hombre

    Uno dei migliori come realizzazione e per ciò che evoca. Difficile dare risposta a tutti i dubbi anche per me, ma non è una nota per forza negativa questa.

    Mi piace

    Rispondi
  3. Pingback: Minnie | Tratto d'unione

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