La mia vita

Il direttore mi disse: “Vi tengo solo per riguardo al vostro riverito babbo, se no da un pezzo vi avrei fatto volar via”. Io gli risposi: “Voi mi lusingate troppo, eccellenza, supponendo che io sappia volare”. E poi sentii che diceva: “Conducete via questo signore, mi guasta i nervi”.

Un paio di giorni dopo mi licenziarono. E così, in tutto il tempo dacché mi considero adulto, con grande afflizione di mio padre, architetto municipale, ho cambiato nove posti. Sono stato impiegato in differenti amministrazioni, ma tutti questi nove posti si somigliavano fra loro come gocce d’acqua: dovevo star seduto, scrivere, ascoltare osservazioni sciocche o grossolane, e aspettare che mi si licenziasse.

[Anton Cechov, La mia vita, in Racconti, BUR]

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3 pensieri su “La mia vita

  1. apierri

    ho un debole per cechov e i drammi vaudeville (sono sicura che tu riusciresti molto bene nel genere, io fatto qualcosa d cui mi pento ma mi sono rimaste idee.. chissà…)
    ciao, passata di qui

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    1. Gabriele Autore articolo

      Ciao Angela, sto leggendo questa mega-raccolta qui di Cechov, oltre un migliaio di pagine con tutti i suoi racconti, una vera sorpresa, ché di Cechov non avevo mai letto niente, e anche tanti spunti per nuovi racconti da scrivere. Cechov è davvero una fucina di idee.

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