Scrittori in ascensore

un’allegra commedia del terrore in due atti

Personaggi:
Sig.ra RAMPINI – anziana del terzo piano
Sig. BALDONI – distinto signore del quinto piano
L’ASCENSORISTA – ometto tarchiato con cappellino e tuta
Lo SCRITTORE – misterioso scrittore nascosto nell’ombra

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ATTO I

Terzo piano del palazzo. La signora Rampini, sulla soglia di casa, è intenta a parlare con il signor Baldoni.

Sig.ra RAMPINI – …e si figuri che stamattina c’è anche il mercato, e al sor Mario chi ce lo dice ora di tenermi da parte le cicorie?
Sig. BALDONI – Vedrà che farà in tempo, signora Rampini, l’ascensorista sarà qui a momenti.
Sig.ra RAMPINI – Eh, ma non ci si può mica mai fidare di queste robe moderne. E un giorno vanno, e il giorno dopo no, e quello dopo si blocca con me dentro.
Sig. BALDONI – Ma sarà colpa di qualcuno del palazzo. Non è possibile che sia sempre bloccato.
Sig.ra RAMPINI – I figli della signora Pomicino. Son sempre loro, fanno avanti e indietro tutto il giorno. Chissà cosa ci combinano nell’ascensore.
Sig. BALDONI – I figli della signora Pomicino non possono essere stati, sono in vacanza tutto il mese.
Sig.ra RAMPINI – E, ma sono sempre in vacanza quelli, mai in casa loro, stessero ben fermi una buona volta.
Sig. BALDONI – E quello del sesto piano, allora? L’è sempre in giro con una nuova, e tutte le volte che esce nell’ascensore c’è tanto profumo che neanche ci si entra.
Sig.ra RAMPINI – Il signor Vittorio? Ma quello è un caso disperato, e dir che sua madre era una santa donna!
Sig. BALDONI – Non li fan mica più i ragazzi di una volta.
Sig. RAMPINI – Neanche le stagioni, neanche le stagioni.

Si sente aprire una porta al piano superiore. Il signor Baldoni e la signora Rampini lanciano un’occhiata dalla tromba delle scale. La porta si riaccosta silenziosamente, senza chiudersi del tutto.

Sig.ra RAMPINI – bisbiglia, facendo un cenno verso il piano superiore – A me quello scrittore non la conta mica giusta.
Sig. BALDONI – bisbiglia di rimando – Non lo dica a me, l’è un tipo strano davvero.
Sig.ra RAMPINI – Tutta la notte a camminare in tondo per tutta la casa, tutto il giorno a ticchettare sui tasti della macchina da scrivere, che mentre mangio non riesco neanche a stare in pace dal rumore, e la notte non si dorme mica qui.
Sig. BALDONI – Cosa ci avrà da scrivere tutto il giorno, neanche fosse uno di quelli che pubblicano i libri.
Sig.ra RAMPINI – Uno sfaticato, uno sfaticato.
Sig. BALDONI – Uno sfaticato che consuma anche l’ascensore per salire e scendere. Non mi meraviglierei se fosse lui ad averlo bloccato ancora una volta.
Sig.ra RAMPINI – Lei dice?
Sig. BALDONI – Dico, dico. L’ha mai visto in faccia, quel tipo lì?
Sig.ra RAMPINI – Dio me ne scampi. L’è uno scrittore, non vorrei ritrovarmelo in ascensore neanche in pieno giorno.
Sig. BALDONI – Giusto, signora, se ne tenga alla larga. Mica me la conta giusta, a me, quel tipo lì.

Si sente bussare al portone d’ingresso del palazzo, una faccia fa capolino nell’androne.

L’ASCENSORISTA – Siniori? V’è nessuno in casa? Son l’asensorista!
Sig. BALDONI – Salga, salga pure. L’ascensore è bloccato al terzo piano!

Gran trambusto per le scale, finché l’ascensorista non arriva al piano con una scala sottobraccio e un’enorme valigetta.

L’ASCENSORISTA – Siniori.
Sig.ra RAMPINI – Salve. L’ascensore è fermo da questa mattina.
Sig. BALDONI – Da questa notte. Ieri sera rientravo alla una ed era già fermo.
L’ASCENSORISTA – Vediam subito dov’è il problema, siniori, ci son qua io.

L’ascensorista apre la valigetta e ne escono tre piccoli ometti esattamente identici a lui, anche nel vestiario. La signora Rampini e il signor Baldoni li osservano mentre scompaiono schiamazzanti nel vano dell’ascensore.

L’ASCENSORISTA – Squadra intervento veloce. Vediam se trovan loro il problema.
Sig.ra RAMPINI – Eh, speriamo. Ha mica visto se giù al mercato il sor Mario ha ancora i mazzolini di cicoria?
L’ASCENSORISTA – Non son passato dalla piassa, signora, son venuto su dal borgo. L’è tutto un casino quando c’è il mercato.
Sig.ra RAMPINI – Speriamo, speriamo in bene. La mia cicoria.
Sig. BALDONI – Quante volte si è già rotto l’ascensore questo mese? E’ una continua spesa, qui mica si è ricchi.
L’ASCENSORISTA – Eh, ma quando son vecchi è sempre così, bisonierebbe sostituirli. Ora li fan anche senza manovella.
Sig.ra RAMPINI – E come si sale su?
L’ASCENSORISTA – Coi pedali. E’ l’ultimo ritrovato in fatto di asensori.
Sig. BALDONI – Bella sfacchinata fino al quinto piano.
L’ASCENSORISTA – E’ tutta salute.
Sig.ra RAMPINI – Che ci saluta.
Sig. BALDONI – Ci vorrà molto?

Le porte dell’ascensore si spalancano e ne vengono fuori i tre ometti trasportando un voluminoso oggetto scuro.

L’ASCENSORISTA – C’era qualche cosa incastrato nell’asensore, ecco cos’era, siniori.
Sig.ra RAMPINI – E cos’è quella? Una scatola da scarpe?
L’ASCENSORISTA – Una macchina da scrivere.
Sig.ra RAMPINI – Una macchina da scrivere?
L’ASCENSORISTA – Una macchina da scrivere. Bloccata nel vano dell’asensore.
Sig. BALDONI – Cosa ci fa una macchina da scrivere in un vano ascensore?
L’ASCENSORISTA – Qualcuno avrà desiso di scrivere nell’asensore. Oppure si è liberato della macchina da scrivere. Conosete mica qualcuno che usa una macchina da scrivere?

La signora Rampini e il signor Baldoni si guardano per un attimo, quindi si rivolgono verso il piano superiore. La porta dello scrittore, rimasta socchiusa per tutto il tempo, si chiude con gran rumore.

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ATTO II

La signora Rampini, il signor Baldoni e l’ascensorista sono al quarto piano, davanti alla porta dello scrittore. La signora Rampini bussa alla porta.

Sig.ra RAMPINI – Vi è nessuno in casa?
Sig. BALDONI – Non risponde mica. Neanche l’altro giorno ha risposto al postino.
Sig.ra RAMPINI – E noi bussiam più forte. – bussa ancor più rumorosamente – Vi è nessuno in casa?
L’ASCENSORISTA – Abbiam qui la sua macchina da scrivere, non vorrà mica star senza!
Sig. BALDONI – L’è un rincitrullito questo, vuol fare lo scrittore e si perde la macchina da scrivere per strada.
Sig.ra RAMPINI – E ci blocca pure l’ascensore. Ci apra! – continua a bussare rumorosamente

La porta si apre di uno spiraglio, senza che sia possibile vedere all’interno a causa del buio. La signora Rampini si nasconde alle spalle del signor Baldoni e dell’ascensorista.

Lo SCRITTORE – Desiderate?
L’ASCENSORISTA – E’ sua questa? Era incastrata nell’asensore.
Lo SCRITTORE – dopo una lunga pausa silenziosa – Mai vista prima.
Sig.ra  RAMPINI – Mai vista prima! L’è l’unico qui dentro che usa una macchina da scrivere quando hanno già inventate carta e penna!
Sig. BALDONI – Si calmi, signora, vedrà che non l’ha riconosciuta – prende dalle mani dell’ascensorista la macchina da scrivere e l’avvicina allo spiraglio della porta – Per caso ora la riconosce?
Lo SCRITTORE – Mai vista prima.
L’ASCENSORISTA – Lei non è uno scrittore?
Lo SCRITTORE – Solo di notte.
Sig. BALDONI – E infatti l’ascensore si è bloccato ieri notte.
Lo SCRITTORE – Ero in casa ieri notte.
Sig.ra RAMPINI – E invece no. Non ho sentito i suoi passi, per addormentarmi ho dovuto mettere a sgocciolare il rubinetto. Senza rumori io mica dormo.
Sig. BALDONI – Dov’è andato ieri notte? La sua macchina da scrivere era in casa?
Lo SCRITTORE – La mia macchina da scrivere è sempre in casa. E da sola non è autorizzata ad uscire.
L’ASCENSORISTA – E in ogni caso non è autorizzata a prendere l’asensore da sola. C’è quella cosa dei minorenni, siniori.
Sig.ra RAMPINI – Lei non era in casa e la sua macchina da scrivere bloccava l’ascensore, lo ammetta.
Lo SCRITTORE – La mia macchina da scrivere era chiusa in casa.
Sig. BALDONI – Doppia mandata?
Lo SCRITTORE – Doppia mandata.
Sig.ra RAMPINI – Non ho sentito chiudere a doppia mandata, sto sempre attenta io a chi esce e a chi entra qui, mica la si fa alla signora Rampini.
Sig. BALDONI – Forse è meglio se ci spiega bene cosa stava facendo ieri sera con la sua macchina da scrivere.
Lo SCRITTORE – Stavo scrivendo. Sono uno scrittore, cos’altro dovrei fare la notte?
L’ASCENSORISTA – E la sua macchina da scrivere?
Lo SCRITTORE – La stavo usando, con cos’altro potrei scrivere?
L’ASCENSORISTA – E che ne so io, mica son scrittore, son l’asensorista, io.
Sig. BALDONI – Lei non ce la dice tutta. La sua macchina da scrivere bloccava l’ascensore e non può esserci finita per caso.
Lo SCRITTORE – Me l’avrà rubata qualcuno mentre non guardavo.
L’ASCENSORISTA – Qui si fa difficile la cosa: le son forse entrati i ladri in casa ier notte?
Lo SCRITTORE – E’ possibile. Non trovo neanche più gli appunti che stavo scrivendo, ed è finito anche il succo d’ananas.
Sig. BALDONI – E allora perché ci ha detto che la macchina da scrivere non è sua?
Lo SCRITTORE – Non sono ancora sicuro che sia la mia. Ha un’ammaccatura sul lato sinistro?
Sig. BALDONI – inclina la macchina da scrivere e tutti e tre osservano attentamente – Sì, ha un’ammaccatura.
Lo SCRITTORE – Gli manca il tasto della emme?
Sig. BLADONI – rigira la macchina e cercano il tasto della emme – Non c’è il tasto della emme.
Lo SCRITTORE – La p?
Sig. BALDONI – cercano attentamente – Neanche la p.
Lo SCRITTORE – La erre è scolorita?
Sig. BALDONI – cercano ancora – La erre è scolorita.
Lo SCRITTORE – La barra dello spazio è più dura sul lato sinistro che sul destro?
Sig. BALDONI – preme la barra spaziatrice un paio di volte – Sì, sul lato sinistro è più dura.
Lo SCRITTORE – Allora non è certo la mia. Se volete scusarmi – fa per chiudere la porta
Sig.ra RAMPINI – Come non è sua, conosce tutti i difetti e ci dice pure che non è sua!
Sig. BALDONI – Se non è sua, come fa a sapere tutte queste cose?
Lo SCRITTORE – E’ di un altro scrittore.
Sig. BALDONI – E quanti scrittori ci sono in questo palazzo?
Lo SCRITTORE – Non ho detto che è uno scrittore di questo palazzo. Magari è uno scrittore venuto da fuori.
Sig. BALDONI – E cosa ci faceva nel nostro palazzo?
Lo SCRITTORE – L’avrà invitato qualcuno.
Sig.ra RAMPINI – E infatti ieri pomeriggio ho sentito uno sconosciuto entrare nel palazzo e poi venire al suo piano.
Sig. BALDONI – Ha invitato un altro scrittore nel palazzo?
Lo SCRITTORE – Forse sì.

La signora Rampini indietreggia spaventata. Il signor Baldoni le bisbiglia di non farsi prendere dal panico.

Sig. BALDONI – Due scrittori nello stesso palazzo. Lo sa che è vietato dal regolamento condominiale?
Sig.ra RAMPINI – E anche dal buon senso.
L’ASCENSORISTA – L’è un bel condominio questo, mi ci dovrei trasferire.
Lo SCRITTORE – E’ stata una cosa veloce, doveva solo lasciarmi degli appunti.
Sig. BALDONI – E questo scrittore si è portato dietro anche la sua macchina da scrivere?
Lo SCRITTORE – Che scrittore sarebbe uno che va in giro senza?
L’ASCENSORISTA – Non fa una piega.
Sig. BALDONI – E dopo che le ha lasciato gli appunti? Dove l’è andato?
Lo SCRITTORE – E’ uscito da casa mia, poi non so dove sia finito.
Sig. BALDONI – Possibile che abbia dimenticato qui la sua macchina da scrivere?
Lo SCRITTORE – No, la teneva al guinzaglio quando è uscito.
Sig. BALDONI – E li ha visti prendere l’ascensore?
Lo SCRITTORE – Li ho visti che aspettavano l’ascensore qui davanti, poi ho chiuso la porta.
L’ASCENSORISTA – Non è che l’è caduto giù nel vano asensore?
Sig. BALDONI – Doveva avere ben la testa fra le nuvole.
Lo SCRITTORE – Possibile, è uno di quelli che scrivono solo libretti su coppie felici.
Sig. BALDONI – Ma avrebbe pur fatto rumore se fosse caduto nell’ascensore! Nessuno ha sentito un urlo?
Sig.ra RAMPINI – E infatti ieri pomeriggio ho sentito un urlo e poi un tonfo. Credevo fossero i figli della signora Pomicino che giocavano a pallone per le scale. Stan mai fermi, quelli.
Sig. BALDONI – Quindi stiamo dicendo che questo scrittore sconosciuto, dopo essere stato in visita nel palazzo, è caduto all’interno del vano ascensore con la sua macchina da scrivere?
Lo SCRITTORE – Evidentemente sì.
Sig. BALDONI – Lei non ha niente da dire? – rivolto all’ascensorista
L’ASCENSORISTA – Mi sembra sia tutto chiaro. Le porte dell’asensore si sono aperte troppo presto, lo scrittore l’è entrato senza badare che non ci era la cabina ed è caduto giù nell’asensore. E la macchina da scrivere è finita in mezzo agli ingranaggi di sotto.
Sig. BALDONI – Deve essere andata proprio così allora.
Sig.ra RAMPINI – Tutto è bene quel che finisce bene.
L’ASCENSORISTA – Dite che dobbiamo cercare il corpo giù nel vano dell’asensore?
Sig. BALDONI – Per il momento fa niente, l’importante è che non lo blocchi da capo. Può dar fastidio all’ascensore?
L’ASCENSORISTA – Solo se un braccio finisce in mezzo a qualche ingranaggio.
Sig.ra RAMPINI – Sarà meglio di no, è bloccato un giorno sì e l’altro pure questo ascensore.
Sig. BALDONI – verso lo scrittore nascosto dietro la porta – Grazie mille allora, abbiamo risolto.
Lo SCRITTORE – A voi – chiude rumorosamente la porta
Sig. BALDONI – Si torna?
L’ASCENSORISTA – Venite, scendiamo con l’asensore, vediamo se va o se ci ritroviamo tutti e tre insieme al morto dabbasso.

Arrivati al terzo piano, la signora Rampini, dimentica della cicoria del sor Mario, si rinchiude in casa per evitare incontri con altri scrittori. Il signor Baldoni e l’ascensorista escono insieme dal palazzo.

Sig. BALDONI – Diceva prima di quell’ascensore a pedali…
L’ASCENSORISTA – Ah, un prodigio dell’asensoristica! L’ha inventato mio cugino, modestamente.

***

Nota:
il personaggio dell’ascensorista è liberamente ispirato all’ascensorista che ogni tanto va a trovare la Wellentheorie, una tipa, la Wellentheorie, non l’ascensorista, ma anche l’ascensorista, molto ok.

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