Sull’educazione del bambino

Cara,
ho ricontrollato le statistiche. Anche ammettendo uno 0.02% in più nel secondo semestre, nostro figlio non diventerà mai un genio. Se sia stata colpa del Cresciben® somministrato in ritardo di 1.6 minuti quella volta che ho trovato il circo tornando da lavoro, o forse per quella caduta dal terzo piano che gli ha procurato quel curioso bernoccolo sulla fronte, fatto sta che il risultato non cambierà di molto. Anche aggiungendo quello 0.02% – con cui mi auguro fermamente possa almeno guadagnarsi un posto come Presidente degli Stati Confederati del Québec – e un possibile errore dello 0.0001% causato della calcolatrice che mi ha prestato il mio collega, non potrà mai aspirare a un QI superiore al 102.987 (con 7 periodico).

Mettiamola così: nostro figlio non sarà mai un genio, ma almeno è nostro figlio. Ricordi quando abbiamo deciso il suo arrivo? Va bene, forse il ricordo non è uno dei migliori, ma se non altro è una cosa che abbiamo deciso insieme. Che colpa ne ho io se proprio nel momento in cui te lo stavo per chiedere tuo padre ha deciso di strozzarsi con il suo panino alla mostarda? Ti ricordo che avevi organizzato tu quella gita: potevo aspettare per chiedertelo, certo, ma dalla partenza non avevi smesso di parlare un attimo e in quell’unico momento di silenzio, quando tuo padre aveva finalmente smesso di contorcersi e diventare blu, ho trovato finalmente il modo di proporti la cosa. Per me hai anche annuito. Certo, eri impietrita davanti alla scena, probabilmente non mi stavi neanche ascoltando, però per me hai inconfondibilmente annuito.

E poi, le carte le hai firmate anche tu. E non serve tirare fuori la solita storia che non reggi il tè verde corretto, su quello abbiamo già discusso davanti al giudice e mi ha dato ragione: “il tè non può mai far male, soprattutto quello verde”. Ma è inutile ritirar fuori queste discussioni, perché ricordo benissimo quanto eri felice quando è arrivato in casa per la prima volta. Il disastro sul tappeto del soggiorno lasciamolo da parte. Anche quel diverbio con il tassista. Notato che è sparito dalla circolazione? Comunque questo non c’entra adesso, non facciamo confusione. E sei stata tu ad accorgerti immediatamente della sua intelligenza: ha iniziato a camminare ben 2.3 giorni prima del figlio dei vicini e la sua prima parola di senso compiuto, “gack!”, di senso compiuto almeno su Marte, è arrivata con ben 4.7 giorni di anticipo. Ha completato il suo primo puzzle a 2 anni, che è anche il numero dei pezzi che lo componevano, e da lì è stata una scalata vertiginosa, se tralasciamo l’incidente all’asilo nido.

Per questo ti chiedo umilmente scusa, e soprattutto di poter ritornare a dormire in casa. Mi accontento anche del divano: nella casa sull’albero inizia a fare decisamente freddo ora che è scesa la neve. Non puoi attribuirmi tutte le colpe nella sua educazione, ho fatto del mio meglio, ma evidentemente non era completamente predisposto. Lasciamo stare il Cresciben® e quelle altre due o tre sostanze: la verità è che bisogna essere predisposti dalla nascita, altrimenti questi sono i risultati. E non mi riferisco a quel colorito verdognolo, quello dovrebbe sparire appena terminata l’assunzione del Luminos®, secondo il mio collega. E’ successo così anche a suo figlio, e anche se non si sa bene dove sia finito, suo figlio, non il mio collega, prima di sparire il colorito era passato quasi del tutto. Comunque.

Nostro figlio non sarà mai un genio, ma potrà rivelarsi brillante e avere comunque una vita soddisfacente, laurearsi ad Harvard o dove preferirà lui, magari anche con il massimo dei voti. Certo, non potrà mai superare un Kasparov agli scacchi o un Glenn Gould al pianoforte, ma nella vita conta ben altro. Guarda me: non sono forse felice nel mio posto di revisore dei conti in un’azienda oramai prossima al tracollo finanziario, tracollo generato dal fatto che la calcolatrice del mio collega continua a sbagliare i calcoli dello 0.0001%? Per questo ti dico che non dobbiamo re-inscatolarlo e portarlo indietro al Centro dell’Infante del dottor S.: l’abbiamo selezionato insieme e rimarrà il nostro adorato figlio su cui tanto abbiamo puntato. E la garanzia è oramai anche scaduta.

Con affetto,
J.F.K.

P.S.: ho scoperto chi è che ogni notte nasconde nel nostro giardino le tartarughine per farci credere che siano appena state deposte. Se mi fai rientrare in casa te lo dico.

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