Cactus

Che poi, ero lì che decidevo cosa mettere sulle tre mensole del tinello, che mi hanno lasciato queste tre piccole mensole a forma di cubo che non saprei l’utilità, che di colpo ho avuto un’idea, che ho fatto un salto dal fioraio e ho preso tre mini-cactus, che così poi mia madre è contenta che in casa ho anche delle piante, che li ho sistemati, i tre mini-cactus, sopra, anzi dentro, queste mensole a forma di cubo, che ci stanno anche bene, alla fine.

Che poi, ho pensato, mentre li osservavo, che magari dovrebbero avere anche un nome, che la Michela lo dice sempre che tutto deve avere un nome, che anche i cactus devono avere un nome, allora sono andato nell’altra stanza, quella con la libreria, e ho cercato qualche trio di personaggi che potesse dare il nome ai miei tre nuovi mini-cactus, che alla fine ero talmente indeciso, talmente indeciso che ho detto che no, che anziché i nomi dei personaggi avrei usato i nomi di tre scrittori, che così ora, sulle mie tre mensole cubiche del tinello, ora ci stanno, da sinistra a destra: Dostoevskij, Nabokov e Čechov, che dovreste vedere che discorsi in russo quest’oggi a pranzo, che non vedo l’ora, la prima volta che mi chiamerà qualcuno, di sentirmi dire “E Dostoevskij oggi come sta?” o “E Nabokov oggi come sta?” o “E Čechov oggi come sta?” e rispondere soddisfatto che si trovano proprio bene su quelle mie mensole cubiche.

(Supporto fotografico: qui – Dostoevskij è il giallo, Nabokov è il rossiccio, Čechov è il bianco)

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