A proprio agio

E sul treno, c’era poi questa ragazza che leggeva Bukowski, e la cosa strana è che proprio prima di prendere il treno pensavo a quella frase lì di Bukowski, quella sulla gente che è lo spettacolo migliore del mondo, e pensavo che sui treni ne trovi ancora di meglio, di questa gente, anche se il biglietto devi pagarlo, e fra i tre treni che oggi ho preso, c’è stata la riscoperta del linguaggio prescolastico, con un bell’uso di “Non è una buona idea, caderò!”, che fa sempre piacere vedere le persone a proprio agio con la lingua italiana, ti rassicura proprio.

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2 pensieri su “A proprio agio

  1. gattaliquirizia

    forse però il buon vecchio Charles eccedeva in ottimismo. chè a volte uno preferirebbe pagare, per lo spettacolo, ma almeno non trovarsi davanti cani senza appello, come direbbe Ferretti :D

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