Il proprio autunno

«[…] Quella mattina in cui per la prima volta percepii in me l’autunno, un autunno diverso sia in me che negli altri… quella mattina, guardandoci dentro, all’improvviso abbiamo potuto intravedere in noi stessi l’autunno di quell’anno (ognuno il proprio autunno), grazie allo stato di eccitazione prima dello spettacolo e durante lo spettacolo, dopo lo spettacolo abbiamo intravisto dentro di noi la quiete dell’autunno, la geometria dello spegnersi della natura esteriore contemplata attraverso la geometria interiore».

[Thomas Bernhard, Perturbamento, Adelphi, p.132]

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