Librerie

E mentre uscivo da quella libreria, son quasi ventisette anni che vado in quella libreria lì, mentre uscivo dalla libreria con i miei cinque libri usati, e mentre uscivo salutavo il vecchietto che da una vita si trova dietro il bancone, ho pensato che quando quella libreria sarà chiusa, perché nessuno vuole una libreria da portare avanti oggi, soprattutto se è polverosa e piena di libri usati e in un vicolo di un paesino sperduto e non ci entrano più che due persone al giorno, quando quella libreria sarà chiusa non sarà chiusa solo una libreria, sarà chiusa anche una parte della mia giovinezza, che non ci sarà più mio nonno, che mio nonno non c’è più da oltre dieci anni, ma non ci sarà più il nonno che mi ci portava quando avevo 8 o 9 anni, e non ci sarà più mia nonna, che mia nonna c’è ancora, ma non ci sarà più la nonna che ogni volta che viene nel paesino mi chiede di portarla a scambiare i libri, e non ci sarà più tutta quella zona lì del mio paesino, che diventerà un posto dove non avrà più alcun senso andare perché non ci sono altre cose interessanti da vedere in quel posto lì, e sarà come se, ad un certo punto, ma di colpo, da un giorno all’altro proprio, mi dicessero qualcosa come basta così, Gabriele, ora puoi mettere anche via questi ventisette anni e trovarti qualcos’altro da fare.

E mentre uscivo dalla libreria e salutavo il vecchietto, che nelle ultime settimane ero passato già due volte ma tutte e due le volte la libreria era chiusa e lui era da qualche parte ammalato, mentre uscivo dalla libreria con i miei libri pensavo che se c’è una cosa triste, nell’elenco delle cose per cui essere tristi, è quando le cose cambiano, ma cambiano senza chiedere il tuo parere, soprattutto quando cambiano dopo ventisette anni.

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5 pensieri su “Librerie

    1. Gabriele Autore articolo

      Non sai quante volte, in questi ventisette anni, cara Pendolante, mi sono visto io, dietro quel bancone. Se solo non fosse in un posto tanto sperduto, e con i conti in rosso da un decennio…

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      1. Pendolante

        Capisco il punto e pure il desiderio di vedersi dietro a un bancone della libreria preferita… certo che si potrebbe aprire una parallela bottega virtuale, provare a risollevarne le sorti… ma il tutto presuppone una “copertura finanziaria” o un po’ di follia

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  1. enricogarrou

    Gabriele, che tristezza nel cuore pensare alla vecchia libreria che chiude. E al vecchio libraio, che con infinito amore l’ha fatta vivere. Purtroppo è così, un caro abbraccio

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