Combinazioni talmudiche

Chi crede che, dopo il Libro dei Mormoni, l’occidente non abbia più creato un Grande Libro è pregato di sfogliare l’elenco del telefono, qualsiasi elenco – meglio se di una grande città. Disposti su parallele colonne, minutamente stampati, stanno cognomi e nomi, vie e piazze e numeri: numeri che designano case, e infine il numero telefonico, misteriosa combinazione talmudica, numero che la voce porta incisa sull’aria del suo esile vestito fonico, e grazie al quale ella forse incontrerà altre voci numeriche, e il colloquio delle voci numeriche si fa irrequieto, sterminato coro. Chi sono quei cognomi e nomi? La convenzione racquietante vuole che siano indizi di esseri esistenti; e poniamo che sia vero: ma di costoro si presuppone anche una egizia immobilità, mummia e statua; l’elenco descrive una città di esseri asettici, disamorati, o morti e immortali.

[Giorgio Manganelli, Improvvisi per macchina da scrivere, Adelphi, p.103]

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