Cvetaeva

E mentre rientravo, pensavo alla Cvetaeva – bisognerebbe sempre pensare a una poetessa, quando si è afflitti e si rientra a casa -, e la Cvetaeva che da piccola andava a trovare la statua di Puškin, il grande poeta, e la statua di Puškin era in metallo scuro, e la piccola Cvetaeva per tanti anni aveva ammirato quella statua di Puškin pensando che Puškin fosse di colore, e aveva così amato quel poeta tanto che ci era rimasta poi male, quando aveva scoperto che Puškin non era affatto di colore, e se non è un esempio di storia d’amore questa, pensavo ieri, afflitto, mentre rientravo a casa, non so cos’altro potrebbe esserlo, mi dicevo fra me e me.

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