Zio Roman

Ancor prima della guerra, lo zio decise di entrare all’università e di diventare filosofo. Decisione del tutto naturale per una persona che non abbia uno scopo concreto. Tutti quelli che hanno una percezione oscura e nebulosa dell’esistenza sognano di dedicarsi alla filosofia.
Lo zio Roman consegnò i documenti all’università. All’esame di ammissione di letteratura russa, lo zio fermava i candidati che avevano sostenuto la prova e chiedeva:
– Scusami, amico! Che domanda ti è toccata?
– Puškin – diceva uno.
– Benissimo! – esclamava lo zio. – Proprio quello che non ho studiato.
– Lermontov – diceva un altro.
– Benissimo! – esclamava lo zio. – Proprio quello che non ho studiato.
– Gogol’ – diceva un terzo.
– Benissimo! – esclamava lo zio. – Proprio quello che non ho studiato.
Finalmente chiamarono lo zio Roman. Lui si diresse verso la cattedra, estrasse il biglietto con la domanda e lesse:
«Percorso creativo di Griboedov».
– Accidenti, che sfortuna! – gridò lo zio. – Proprio quello che non ho studiato…

[Sergej Dovlatov, Noialtri, Sellerio, p.22]

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