Uno straccio

Ma forse se qualcuno avesse voluto, se a qualcuno fosse venuto in mente, mettiamo, di strapazzare come uno straccio il signor Goljàdkin, ebbene certo ci sarebbe riuscito impunemente e senza incontrare resistenza (a momenti lo stesso signor Goljàdkin si rendeva conto di ciò), e il nostro eroe sarebbe stato ridotto proprio a uno straccio, un qualsiasi vile e sudicio straccio; ma comunque non sarebbe mai stato un semplice straccio, bensì uno straccio dotato di amor proprio, di un’anima e di sentimenti, anche se si trattava pur sempre di umili sentimenti, ben nascosti nelle pieghe più remote e più sudicie di quello straccio, ma pur sempre sentimenti…

[Fedor Dostoevskij, Il sosia, Feltrinelli, p.136]

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