Mi verrebbe quasi da dire che dovrebbe bastare

Egregio signor Bauer,
[…] Lei conosce Sua figlia, è una ragazza allegra, sana, sicura di sé, che per la sua vita ha bisogno di essere circondata da persone allegre, sane, vivaci. Lei conosce me soltanto dalla mia visita (mi verrebbe quasi da dire che dovrebbe bastare) e qui non posso ripetere quanto ho scritto su di me a Sua figlia in circa cinquecento lettere. Consideri allora solo il punto più importante: tutto il mio essere è determinato dalla letteratura, uno stile di vita che ho osservato scrupolosamente fino ai miei trent’anni; se lo abbandono, smetto di vivere. Da qui discende tutto ciò che sono e che non sono. Sono taciturno, poco socievole, malinconico, egoista, ipocondriaco e per di più anche malaticcio per davvero. A conti fatti, di tutto ciò non mi lagno, è il riverbero terreno di una necessità superiore. (Le mie effettive capacità qui non c’entrano, non hanno alcun rapporto con la questione.) Vivo in famiglia, tra ottime persone, amorevolissime, come il più estraneo degli estranei. Negli ultimi anni non ho scambiato con mia madre mediamente più di venti parole al giorno, con mio padre mai altro che il saluto. Con le mie sorelle sposate e coi cognati non parlo affatto pur non avendo nulla contro di loro. Per una famiglia mi manca anche il minimo talento per la vita in comune.

[Franz Kafka]

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