L’altro me stesso

Basta che tu dica col tuo tono di voce più naturale: quando ero a Parigi boul’ Mich’, avevo l’abitudine di. Sì, di tenere in tasca biglietti forati come alibi in caso mi arrestassero per omicidio in qualche posto. Giustizia. La notte del diciassette febbraio 1904 l’imputato fu visto da due testimoni. È stato l’altro: l’altro me stesso. Cappello, cravatta, soprabito naso. Lui, c’est moi.

[James Joyce, Ulisse, Mondadori, pp.42-43]

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