La successione dei giorni

I nostri calendari sono basati sull’arbitrio: i numeri che vi sono scritti non significano niente, non sono garantiti da niente, come soldi falsi. Perché, per esempio, dopo il primo di gennaio deve venire il due e non subito il ventotto? E possono forse i giorni susseguirsi l’un l’altro, e basta? Non è un’assurdità poetica, la successione dei giorni? Ma non c’è nessuna successione, i giorni vengono quando uno di loro si sente di venire, e qualche volta ne arrivano parecchi, tutti insieme. Oppure un giorno non viene per tanto tempo. Allora vivi nel vuoto, non capisci più niente, e ti ammali. Anche gli altri intorno a te stanno male, ma tacciono.

[Sasha Sokolov, La scuola degli sciocchi, Salani Editore, p.29]

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