Un ritus tutto suo

Il cappellano militare, il Feldkurat Otto Katz, era pur sempre una persona deliziosa. Le sue prediche erano straordinariamente avvincenti, divertenti, scacciavano la noia della guarnigione. Sapeva blaterare a meraviglia dell’infinita grazia di Dio, confortando prigionieri dissoluti e uomini senza onore. Sapeva insultare splendidamente dal pulpito e dall’altare. All’altare sapeva strillare un formidabile «Ite, missa est», sapeva condurre tutto il servizio divino in modo davvero originale, scombinando tutto l’ordine della santa messa; quando era molto ubriaco, era in grado di inventare preghiere completamente nuove, una santa messa inedita, un ritus tutto suo, una cosa mai vista prima.
E poi, che divertimento quando talvolta scivolava e cadeva con il calice, con il santissimo sacramento o con il messale, accusando ad alta voce il chierichetto scelto nel plotone dei detenuti di avergli intenzionalmente fatto lo sgambetto e affibbiandogli lì per lì, davanti al santissimo sacramento, la cella d’isolamento e i ceppi.

[Jaroslav Hašek, Le avventure del bravo soldato Svejk nella Grande Guerra, Mondadori]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...