Il Comitato della Rivoluzione

Quando il Comitato della Rivoluzione riuscì finalmente a prendere il sopravvento, per prima cosa si liberò del Grande Padrone, quindi spedì nei campi di lavoro tutti quelli che in un modo o nell’altro avevano favorito la sua dittatura. Furono dunque portati via tutti gli addetti alla sua cura personale, ma anche tutti gli appartenenti al Comitato della Propaganda, responsabili di uno spietato impegno, e quelli del Comitato dell’Istruzione, i quali avevano voluto inculcare nelle giovani menti le idee sbagliate, poi quelli del Comitato degli Alimenti per aver tenuto a dieta tutto il popolo e quelli del Comitato dei Treni per aver messo a disposizione i mezzi per portare i prigionieri nei campi di lavoro, quelli del Comitato per la Poesia Futurista perché erano corsi troppo avanti senza vedere la giusta Rivoluzione, gli Agenti Doganali per non aver favorito l’ingresso di armi nello Stato, e infine quelli del Comitato per la Pesca del Merluzzo, poiché a nessuno del Comitato della Rivoluzione piaceva il merluzzo. Quando le deportazioni furono terminate e il Comitato della Rivoluzione vide che i sopravvissuti ai rastrellamenti del Grande Padrone erano giusto qualche decina, il Comitato della Rivoluzione si rese conto di come lo Stato fosse ora completamente spopolato. Nel giro di qualche giorno c’era già chi rimpiangeva i fastosi tempi del Grande Padrone: l’idea di deportare tutti i componenti del Comitato della Rivoluzione nei campi di lavoro venne dunque votata favorevolmente.

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