I libri secondo Saul Pegreffi

Assiduo lettore dall’età di appena sei anni, un signore di Amsterdam dalle origini italiane, tale Saul Pegreffi, aveva con gli anni accumulato talmente tanto disappunto verso certi libri che aveva letto e che non aveva apprezzato che, giunto all’età di ottant’anni, aveva deciso che era arrivato il momento per lui di lasciar perdere la lettura e di dedicarsi alla scrittura. Ciò che all’ottantenne interessava più di tutto non era però scrivere nuovi romanzi o inediti racconti, quanto piuttosto riscrivere quei libri che, durante i suoi quasi ottant’anni di letture, lo avevano ingannato con titoli poco adatti alle trame che vi erano contenute. Non era fatto insolito per il signore di Amsterdam, così come non lo è per i più assidui lettori, quello di trovarsi davanti a libri di cui, solo leggendo il titolo, si era già immaginato una certa storia, per poi essere clamorosamente smentito dallo scrittore di turno, incapace di costruire la trama giusta a partire dal titolo scelto. Così, quando alcuni anni dopo il signore di Amsterdam dalle origini italiane venne ritrovato riverso sulla sua macchina da scrivere a causa di un infarto, la sua libreria personale era stipata non più dai libri raccolti in una vita di letture, ma da decine e decine di manoscritti: fra gli altri si potevano trovare Guerra e pace di Tolstoj secondo Saul Pegreffi, o I miserabili di Victor Hugo secondo Saul Pegreffi, o anche La ricerca del tempo perduto di Proust, sempre secondo Saul Pegreffi, fino a una copia de La Bibbia secondo Saul Pegreffi, purtroppo limitata al solo vecchio testamento, dal momento che il nuovo era ancora in fase di battitura. E alcuni mesi più tardi uno studio di Harvard, condotto su un campione di mille intervistati, aveva mostrato come 875 lettori e mezzo avessero incontestabilmente preferito i libri nella versione di Saul Pegreffi rispetto a quelli originali, tanto che la Openbare Bibliotheek, dove sono attualmente conservati quei manoscritti, viene quotidianamente visitata da centinaia di persone speranzose di poter prendere in prestito uno di quei libri, sicure, almeno per una volta, di ritrovare in quei manoscritti esattamente ciò che il titolo gli preannuncia.

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