Archivi categoria: biblioteca

Ultime letture #8

Si parla (doveva essere brevemente, ma mi sono un po’ dilungato) di: “Joshua allora e oggi” di Mordecai Richler, “E’ il tuo giorno, Billy Lynn!” di Ben Fountain, “Dalle nove alle nove” di Leo Perutz e “La sicurezza degli oggetti” di A.M. Homes.

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Ultime letture #7

Si parla (meta-brevemente) di: “Il re della pioggia” di Saul Bellow, “Viaggio al termine della notte” di Louis-Ferdinand Céline, “Il filo dell’orizzonte” di Antonio Tabucchi, “Io sono leggenda” di Richard Matheson e “Si sente?” di Paolo Nori.

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Ultime letture #6

Si parla (finto-brevemente) di: “L’autunno del patriarca” di Gabriel Garcìa Màrquez, “La boutique del mistero” di Dino Buzzati, “Pancetta” di Paolo Nori, “Lo straniero” di Camus e, come bonus, “Godel, Escher, Bach: un’Eterna Ghirlanda Brillante” di Hofstadter.

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Rumore bianco – Don DeLillo

– E se la morte non fosse altro che suono?
– Rumore elettrico.
– Lo si sente per sempre. Suono ovunque. Che cosa tremenda!
– Uniforme, bianco.
– A volte mi invade, – disse lei. – A volte mi si insinua nella mente, a poco a poco. Io cerco di parlarle. «Non adesso, morte».
– Io sto sdraiato al buio, a guardare l’orologio. Sempre numeri dispari. Una e trentasette di notte. Tre e cinquantanove di notte.
– La morte è dispari. Me l’ha detto il sikh. Il santone di Iron City.

DeLillo. C’è questo autore americano che ciclicamente, a gennaio, riprendo in mano, perché è sempre bene partire in maniera giusta le letture dell’anno nuovo. L’anno scorso è stato il turno di “Underworld”, quest’anno quello di “Rumore bianco“, scelto un po’ casualmente (e un po’ per fortuna) dalla non breve bibliografia dell’autore.

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Ultime letture #5

Si parla (…brevemente) di: “Cattedrale” di Carver, “L’ultimo inverno” di Paul Harding, “L’uccello che girava le viti del mondo” di Murakami, “Notturno indiano” di Tabucchi e “Come diventare il mio iceberg” di Mauro Zucconi.

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Dieci dicembre – George Saunders

Trascrizione del discorso tenuto da me medesimo il giorno 29 maggio 2053 in occasione del ciclo di seminari “Dall’era del post-post-modernismo, uno sguardo al passato: da Thomas Pynchon a David Foster Wallace, l’America (meta-letteraria) dell’assurdo” indetto dalla Boston University e promosso dalla Barnes Literature Association.

“Grazie per avermi invitato. Quando il signor preside J. McLuhill mi ha contattato per questo ciclo di conferenze, non ho avuto dubbi verso chi rivolgere l’attenzione per il mio incontro di quest’oggi.

Fu il 2013 l’anno in cui mi presentai davanti ai miei genitori per annunciargli la grande notizia. Avevo dovuto pensarci per diversi giorni, anche se era praticamente indubbio che le cose sarebbero finite così. D’altra parte, sulle questioni più importanti vi è poco da riflettere, sentiamo fin da subito che sono quelle giuste, perché allora rimuginarvi sopra? Quel giorno lasciai dunque da parte il quinto volume di Proust che mi faceva oramai compagnia notte e giorno, tipo spada di Damocle, e mi presentai davanti ai miei genitori, che sicuramente capirono subito che qualcosa era nell’aria.

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Ultime letture #4

Si parla (brevemente, come sempre) di: “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” di Oliver Sacks, “La variante di Lüneburg” di Paolo Maurensig, “Limonov” di Emmanuel Carrère, “La noia” di Moravia e “La lite di Cambridge” di David Edmonds e John Eidinow.

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Il commesso – Bernard Malamud

…fatto sta che io tale Bernard Malamud non l’avevo ancora incrociato sulla mia impervia strada di lettore che, per carità, qualche libro l’ho letto anche io dello sterminato panorama americano del ‘900 (gente, leggete Steinbeck! Leggete Barth! Leggete Carver! E Yates! Leggete Roth-DeLillo-e tutto il resto!), ma lui proprio non l’avevo neanche sentito. E quando un autore neppure l’ho sentito nominare, mi è naturale storcere un po’ il naso davanti alle acclamazioni di giubilo e di capolavoro, un senso di diffidenza che penso (e ogni tanto ci spero, ma forse non è così) non sia solo mio.

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Ultime letture #3

Si parla (brevemente) di: “Cold Spring Harbor” di Yates, “Questa è l’acqua” di David Foster Wallace, “Vergogna” di J.M. Coetzee, “Il nipote di Wittgenstein” di Thomas Bernhard e “Tolleranza zero” di Irvine Welsh.

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