Archivi categoria: qualcosa che…

Qualcosa che dovreste assolutamente vedere #3

[IT] Acqua in bocca, ovvero Tradurre l’infinito
Probabilmente uno degli articoli più interessanti (e completi) su David Foster Wallace pubblicati negli ultimi anni. Sul sito della rivista Tradurre trovate una lunghissima dissertazione sull’autore americano e sulla sua opera tradotta in italiano: lettura obbligatoria per gli amanti di DFW, ma anche per tutti gli altri. E, visto il senso di malinconia per la mia estate all’insegna di “Infinite Jest”, sono andato immediatamente a recuperare “Questa è l’acqua“.

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Still Life

(Un giorno vi racconterò della bellezza di certi cinema d’essai in quel di Bologna, ma oggi preferisco parlarvi di)

John May ha un lavoro piuttosto particolare: funzionario del comune, ha il compito di ricercare i parenti di quelle persone che sono morte in completa solitudine. Abbandonate a se stesse, che siano nel fiore degli anni o oramai abituate a una vita solitaria in cui l’animale domestico è l’unica compagnia, il signor May è l’ultimo a interessarsi a loro nel momento in cui oramai hanno lasciato questa terra. Organizza il funerale, sceglie la musica, scrive finanche i discorsi di addio immaginandosi la vita attraverso i pochi oggetti rimasti nelle abitazioni di queste persone.

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La vie d’Adèle

Nella scena finale c’è questa ragazza, di spalle, che si allontana lungo una via dove non sta camminando nessun altro. Ha appena lasciato una festa, dove conosce diversa gente, ma sta tornando da sola: con questo suo vestito blu, impossibile da non notare, la vediamo allontanarsi dalla macchina da presa e soprattutto da noi spettatori, lì in attesa che succeda qualcosa, che il ragazzo con cui ha appena parlato la raggiunga o che qualcuno noti la sua assenza, ma non succede nulla.

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Qualcosa che dovreste assolutamente vedere #2

[EN] Recapping Dante: Pilot Episode, or Canto I
Paris Review ha dato il via alla lettura “di gruppo” della Divina Commedia, ma in una maniera tutta particolare: dimenticatevi le lezioni noiose dei vostri professori e lasciatevela raccontare come se fosse la serie televisiva dell’anno. Altro che The Walking Dead… (Qui il curioso post iniziale di presentazione: link)
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