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Ci siamo presi il lusso

I nostri incontri eran sessioni
di sguardi sorridenti
che si staccavan solo
per controllare l’ora
e tanto era fra noi lo struggimento
che spesso ci siamo presi il lusso
di non baciarci

[Michele Mari, Cento poesie d’amore a Ladyhawk, Einaudi, p.50]

Pedoni

Correvo anch’io verso Ostia con la mia Seicento multipla, il mio accappatoio sul sedile, il costume e il flacone dell’ambra solare. Attento a non schiacciare i pedoni, mi dicevo arrivando a Ostia. Sbucavano fuori nudi come vermi, scalzi, abbronzati, pelosi. Se schiacci un pedone addio divertimento, credi di avere schiacciato uno qualsiasi solo per il fatto che è nudo, e invece hai schiacciato un padre di sei figli, un Industriale, un Finanziere, un Capodivisione, un personaggio che vale milioni e milioni come è capitato a quel tale che ha schiacciato un Ingegnere e non si vedeva che era un Ingegnere perché era nudo. È successo otto anni fa proprio sul Lungomare e sta ancora pagando, dovrà pagare non si sa per quanti anni.

 [Luigi Malerba, Il serpente, Oscar Mondadori]

Un autore caparbio

Un autore il quale ha scritto un unico lavoro teatrale che non doveva essere messo in scena se non un’unica volta in quello che a suo giudizio era il miglior teatro al mondo e soltanto da colui che, sempre a suo giudizio, era il miglior regista del mondo e soltanto da quelli che, sempre a suo giudizio, erano i migliori attori del mondo, si era appostato, già prima che si alzasse il sipario per la première, nel punto della galleria più adatto alla bisogna ma assolutamente invisibile al pubblico, e aveva puntato la sua mitragliatrice, espressamente fabbricata a questo scopo dalla casa svizzera Vetterli, e dopo che si era alzato il sipario aveva sparato un colpo immancabilmente mortale in testa a quello spettatore che a suo giudizio rideva nel momento sbagliato. Alla fine della rappresentazione erano seduti in teatro soltanto spettatori da lui mitragliati e dunque spettatori morti. Durante tutta la rappresentazione gli attori e il direttore del teatro non si erano lasciati distrarre neanche per un istante da quell’autore cosi caparbio e da ciò che era accaduto per causa sua.

[Thomas Bernhard, Un autore caparbio, in L’imitatore di voci, Adelphi, p.111]

L’amavo

Non potevo uccidere lei, naturalmente, come ha pensato qualcuno. Vedete, io l’amavo. Era amore a prima vista, a ultima vista, a eterna vista.

[Vladimir Nabokov, Lolita, Adelphi, p.336]

Compromesso

— Di recente — aveva detto — ho dato al mio capo un ultimatum. O mi paga di più o me ne vado.
— E com’è finita? — aveva chiesto Musja.
— Con un compromesso. Lui in definitiva lo stipendio non me l’ha aumentato e io, dal canto mio, ho deciso di non licenziarmi.

[Sergej Dovlatov, Straniera, Sellerio, p.121]

Un incontro storico

Gliene era capitato un altro, di questi «incontri storici», con Anna Achmatova. L’aveva invitata in visita a Repino e lei ci era venuta. Lui era rimasto seduto in silenzio, e l’ospite aveva fatto altrettanto; dopo una ventina di minuti, Anna Achmatova si era alzata e se n’era andata. In seguito aveva commentato: «È stato perfetto».

[Julian Barnes, Il rumore del tempo, Einaudi]

Giusto e ingiusto

«Non riesco proprio a capire che cosa vuole dire» disse sostenuta Sofia.
«Non importa» la rassicurò il GGG. «Io non può parlare sempre giusto, qualche volta parla ingiusto».

[Roald Dahl, Il GGG, Salani]

Gite fuori porta

La politica non le interessava, l’arte ancora meno, di sport non capiva niente, se qualcuno le riferiva di un’infedeltà coniugale avvenuta fra il vicinato non giudicava, l’argomento che preferiva erano le previsioni del tempo perché se non c’era minaccia di temporali, di cui, come ho già detto, aveva una paura terribile, programmava saltuarie gite al cimitero.

[Magda Szabó, La porta, Einaudi]

Un mezzo per tenere dietro alle cose

Però se parlare è difficile, scrivere è ultradifficile. Non si sa mai da dove incominciare, e dove finire. In realtà non si dovrebbe né incominciare né finire perché le cose che succedono non succedono con un principio e una fine, si diramano in tutti i sensi e vicino a una cosa ne succede sempre un’altra e un’altra ancora, così le cose succedono in tutti i sensi e in tutte le direzioni e non puoi tenergli dietro con la scrittura e un mezzo per tenere dietro alle cose che succedono gli uomini non l’hanno ancora inventato.

[Luigi Malerba, Il serpente, Oscar Mondadori]

I grandi pensatori

I grandi pensatori li abbiamo ingabbiati nelle nostre librerie, da dove essi, condannati al ridicolo per sempre, ci guardano con gli occhi sbarrati, così diceva, pensai. Notte e giorno io sento il lamento dei grandi pensatori che sono stati rinchiusi nelle nostre librerie, quei ridicoli grandi spiriti ormai ridotti come mummie sotto vetro, così diceva, pensai. […] Le nostre biblioteche sono in un certo senso istituti di pena dove noi abbiamo rinchiuso i nostri grandi spiriti, naturalmente Kant in una cella singola e così Nietzsche, Schopenhauer, Pascal, Voltaire, Montaigne, i grandissimi nelle celle singole e gli altri nei cameroni, ma tutti per sempre e in eterno, mio caro, per tutti i tempi e all’infinito, la verità è questa.

[Thomas Bernhard, Il soccombente, Adelphi, pp.77-78]