Archivi categoria: taccuino

Il riformatore del mondo

È quasi inconcepibile. Un vero imbecille riesce a realizzare i suoi scopi. L’imbecille sì che combina qualcosa. Chi ha il dono del dubbio, non combina niente.

[Thomas Bernhard, Il riformatore del mondo, in Teatro I, Einaudi / Ubulibri, p.225]

Annunci

Noia

Durante il fine settimana a Milano, i due bambini andavano in giro per vedere se riuscivano a individuare per strada qualcuno che non fosse noioso, e ad esempio seguivano qualcuno sugli autobus o in metropolitana facendo scommesse: “Scommettiamo che quello lì non è noioso”. E tenevano i conteggi delle scommesse scritti su un taccuino. Però poi si annoiavano moltissimo […].

[Gianni Celati, Bambini pendolari che si sono perduti, in Narratori delle pianure, Feltrinelli]

Come state?

Una via.

Vi cammina un uomo qualunque: Majakovskij.

Panoramica / panoramica in direzione opposta.
Il movimento dell’uomo.
Sullo sfondo: le case.

(Rumori di clacson. Persone, automobili, tram, autobus. Clacson.
Persone, automobili, tram, autobus. Clacson.
Persone, automobili, tram, autobus. Clacson.)

Passa un altro uomo, quasi identico al primo. Cammina nella stessa maniera, agitando le braccia come un mulino. Un braccio.

Montaggio alternato.

Passa il primo uomo qualunque. Passa il secondo uomo qualunque.

Montaggio alternato.

Primo uomo qualunque, secondo uomo qualunque.

Montaggio alternato.

Primo uomo qualunque, secondo uomo qualunque.

Il primo Majakovskij fa ruotare il braccio. Il secondo Majakovskij fa ruotare il braccio. La mano dell’uno urta nella mano dell’altro e dal palmo scaturiscono zampilli d’acqua in direzioni diverse in direzioni diverse in direzioni diverse in direzioni diverse in direzioni diverse

I due restano fermi, immobili, con le mani strette, come in una foto scattata da un fotografo di provincia. Rimangono così a lungo.

Fotograficamente.

Il movimento sullo sfondo continua, esageratamente intenso.

(Rumori di clacson. Persone, automobili, tram, autobus. Clacson.
Persone, automobili, tram, autobus. Clacson.
Persone, automobili, tram, autobus. Clacson.)

Il primo dei due atteggia il volto finto-impassibile ad un sorriso sulle labbra. Il secondo fa lo stesso. Il primo dei due ritira la mano, il secondo ritira la mano. Il primo solleva il cappello, il secondo solleva il cappello. Per la gioia il primo si rizza il colletto, per la gioia il secondo si rizza i baffi. Il volto dei due esprime profonda soddisfazione. Dalla bocca del primo balza fuori la lettera C. Subito dalla bocca del secondo esce fuori la lettera O. Dalla bocca del primo esce la lettera M. Dalla bocca del secondo escono le parole

C O M E   S T A T E ?
Come state? Come state? Come state? Come state?

I due Majakovskij se ne stanno naso contro naso e guardandosi fissamente attendono la risposta.

D’un tratto indietreggiano, insieme, verso i due lati dell’inquadratura. Protendono la mano verso il fondo indicando qualcosa.

Tra le estremità delle mani protese si legge: …

[Vladimir Majakovskij, Come state?, sceneggiatura dell’omonimo film muto ridotta e adattata da Pietro Formentini (1978), traccia audio disponibile su Teatro Radio 3: link, rielaborazione grafica personale]

Rapidamente

Il tempo, come sempre accadeva nelle serate di novembre, si muoveva un po’ troppo rapidamente per i suoi gusti. Il signor Grobe cominciò a domandarsi a quale ora della sera, se avesse avuto voce in capitolo, avrebbe voluto che il tempo si fermasse, così da rimanere in compagnia dei suoi pensieri meno infelici.

[T.F. Powys, Il buon vino del signor Weston, Adelphi]

Le palline magiche

Le palline magiche non sono palline convenzionali ma sono invece dotate di una particolare feature vale a dire la magia. La magia di cui sono capaci consiste che benché non lo diresti, esse sono in grado dei rimbalzi in gran copia. Hanno un nucleo duro roccioso e ferroso tipo Nettuno e una scorza, una crosta gommosa (lucida, nei casi più frequenti e felici) che consente la magia. Le inoltre palline magiche devono la di loro magia anche al fatto che in qualche modo compendiano l’intero universo. Infatti talune nell’apparenza possono essere accomunate a pianeti composti di nuove miscele vulcanizzate, satelliti, corpi opachi, oppure luminosi, stelle, o a intere galassie dove la curva dello spazio tempo realizza una sfera che racchiude formazioni celesti in numero di miriadi, ennesime ancora addirittura implementano più texture (opaca, lucida, trasparente, trasparente con l’innesto in profondità di filamenti inclini alla luce e moltissimi) e sono tutte queste cose allo stesso tempo. Beh che dire congratulazioni. Questo è ineludibile.

[Manuel Micaletto, Non esco granché, in Nazione Indiana, www.nazioneindiana.com/2017/10/15/prove-dascolto-15-manuel-micaletto]

La lingua più evoluta

E i linguisti comparavano le lingue e si chiedevano qual è la lingua più evoluta e chi è più avanti nel processo di civilizzazione. In generale si stimava che fossero i francesi perché si servivano del congiuntivo imperfetto e del condizionale passato e sorridevano soavemente alle donne e le donne danzavano il can-can e i pittori inventavano impressioni e in Francia accadevano cose raffinate e moderne.

[Patrick Ourednik, Europeana. Breve storia del XX secolo, Duepunti Edizioni, p.11]

Numero d’inventario

come si tengono bene per mano, dicevi, quell’uomo e quella donna
che passeggiano insieme:
si tratta di Tenti e di sua moglie, ti ho spiegato,
numero d’inventario 12547: (e lui è un sacerdote di basso rango):
e ti avverto: sono di pietra colorata, e camminano dentro una tomba:

[Edoardo Sanguineti, Reisebilder. 12, in Segnalibro. Poesie 1951-1981, Feltrinelli, p.116]

Gli ubriachi volano

Gli ubriachi volano. Sono i sobri a credere che non facciano altro che barcollare qua e là, essi in realtà si sollevano su ali invisibili ed arrivano in ogni luogo, ancor prima di quanto sperino. Non importa che intanto il tempo continui a scorrere, perché per loro non esiste, e sono evidentemente gli altri, quelli che si preoccupano di simili cose, ad ingannarsi.

[Dezső Kosztolányi, Allodola, Sellerio, p.160]

Tra i miei piccoli meriti

Presto trasmetteranno in televisione il Concerto di Capodanno da Vienna. Quest’anno non lo guarderò perché sarò in viaggio, di solito lo guardo sempre. Di quella musica non so niente, non capisco neppure a cosa serva il direttore d’orchestra, quando i musicisti hanno di fronte uno spartito su cui sta scritto tutto, comunque ogni primo gennaio, poco dopo mezzogiorno, mi siedo davanti al televisore, guardo e ascolto. Qualcuno deve pur rimanere savio quando tutti sono ubriachi. Se non ci fossero i savi i musicisti di Vienna suonerebbero per se stessi, e il vecchio direttore d’orchestra si sbraccerebbe al di là del precipizio del mondo e delle conoscenze umane, là dove è il buio, la luce e il caos, là dove il cosmo non è descrivibile con parole umane, là dove adesso dimora il Giudice celeste che valuterà ciascuno secondo i propri meriti. In segreto conto tra i miei piccoli meriti anche il fatto che ogni anno guardo quel concerto.

[Miljenko Jergović, Volga, Volga, Zandonai Editore, p.129]

A nulla in particolare

Lo zio ha un ramo di genialità inventiva che meritava altra fortuna. Ha la passione della modifica, dell’invenzione spicciola: se c’è una tettoia che traballa, e il capomastro propone di costruirci un pilastro, lo zio inventa subito un metodo per far senza il pilastro. Con bellissimi ingegni imbraca le strutture di legno, crea molle e balestre, ganasce e graffe, ciascuna delle quali s’afferra all’altra con un sapiente dosaggio di controspinte finché tutte insieme si reggono in aria appoggiandosi a nulla in particolare. Qualche volta la tettoia cade lo stesso; altre volte un cavo aereo trasferisce le spinte in tutt’altra parte dell’edificio e lì bisogna costruire un contrafforte o demolire un muro.

[Luigi Meneghello, Libera nos a Malo, BUR]